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| Scritto da Simone Salvo | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Saturday 10 October 2009 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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TRENT' ANNI DI ATTIVITA' del "BORSETTIFICIO VALFINO" di CASTIGLIONE Di Ernesto Di Nicola
TRENT' ANNI DI ATTIVITA' del "BORSETTIFICIO VALFINO" di CASTIGLIONE Quando si parla del miracolo economico italiano, il pensiero corre ai grandi complessi industriali del nord che nel dopoguerra spostarono milioni di italiani ivi compresi molti abruzzesi. Da non dimenticare inoltre che, nello stesso periodo, vi fu anche una massiccia emigrazione verso i paesi europei ed extraeuropei dai quali arrivarono ingenti rimesse da parte di emigranti con le quali si ricostruirono le industrie distrutte dalla guerra e contemporaneamente si rimise in sesto l'economia italiana. A questi due grandi eventi storici, bisogna aggiungere un altro importante fenomeno italiano che ha contribuito allo sviluppo economico del paese e cioè, la nascita della piccola e media impresa. Anche nell'area castiglionese vide la luce più di qualche impresa alcune delle quali sono cresciute altre purtroppo, si sono perse per strada. Tra le aziende che sono riuscite a sopravvivere, per merito dei titolari naturalmente, da citare una piccola impresa la quale è in attività da 30 ( trenta) anni ( ed sette mesi per essere aggiornati fino ad oggi ) contribuendo, e tuttora contribuisce malgrado le attuali ed enormi difficoltà, a creare lavoro ovvero occupazione ovviamente nei limiti delle sue potenzialità.. Mi riferisco al "Borsettificio Valfino" di Maria Raggiunti e Vallorino Trailani. Devo ricordare che dietro le piccole e medie imprese non vi sono grandi capitali cioè la grande finanza, ma l'iniziativa di singole persone che devono rispondere direttamente specialmente alle ....sollecitazioni bancarie per evitare di andare in rosso e scongiurare anche possibili fallimenti. Uomini modesti ovvero non smargiassoni e saccentoni, con alle spalle anni anche di umili lavori, decisi però a farcela contando sulla fattiva collaborazione degli stessi familiari. La storia di Vallorino Trailani e Maria Raggiunti, ricalca fedelmente quella di tanti altri piccoli imprenditori che hanno dovuto fare i conti con una realtà spesso al limite della sopravvivenza. Con l'occasione, ringrazio Vallorino il quale mi ha facilitato il compito nel tentativo di tracciare un breve quadro della sua vita prima e successivamente da imprenditore. oltre che quella del borsettificio. Sono andato a trovarlo un pomeriggio di un assolatissimo fine agosto. Nel viaggio Appignano -Castiglione, dopo il ponte si transita nei pressi della casa dove Vallorino è nato il 7 ottobre 1948. Mai potevo immaginare quando ragazzo vedevo da Appignano quella casetta ( successivamente ristrutturata) oltre il fiume e dove più di qualche volta avevo occasione di recarmi, che un giorno cioè tanti anni dopo, mi sarei interessato del figlio di Giulio Trailani cioè di Vallorino come imprenditore. Per la verità, volevo rinunciare perchè avevo il timore di non essere in grado di raccontare la storia di una azienda produttiva sulla breccia da trent'anni. Quando mi sono presentato presso l'ufficio amministrativo del borsettificio, l'amico Giampietro Luciani, mi ha fatto presente scherzando, che suo cugino Vallorino era in ...cantina. Nel piano sottostante l'edificio dove ha sede l'azienda infatti ( un classico delle piccole imprese ), ho trovato Vallorino il quale naturalmente non era intento a travasare vino ma a trafficare con pannelli di pellami conciati nel mentre una macchina che occupava gran parte dello scantinato, "telecomandata" da un giovane tecnico, era in azione. Intanto che guardavo affascinato, Vallorino mi spiegava che compito della macchina, una volta programmata, era quello di sezionare le pelli conciate per ricavarci i vari componenti che successivamente, nel laboratorio sovrastante, sarebbero state assemblati. Per la verità, mi puntualizzava Vallorino, prima di arrivare alla macchina sezionatrice e successivamente al prodotto finito cioè le borse, a monte vi è tutta una preparazione molto elaborata ed impegnativa. Intanto che la moderna macchina continuava a lavorare emettendo soffocati sbuffi ogni volta che sezionava le pelli, io e Vallorino ci siamo seduti attorno ad un banchetto tra cataste di pellami che, per la verità, emettevano un odore piacevole forse perchè immaginavo le borse già in mano a qualche affascinante signora... Come tutti i prodotti che devono essere commercializzati cioè venduti, mi spiegava Vallorino, anche per quanto riguarda le borse da donna devono essere "pensate" ovvero create e disegnate da uno stilista specie quando si tratta di produrre borse di prestigio come quelle del Borsettificio Valfino.( a buon intenditore...). Pertanto, prima di passare alla produzione, precisava Vallorino, si deve stabilire intanto il tipo di borsa che si intende produrre ovvero la forma, quindi la grandezza, gli eventuali accessori, la qualita del pellame, i colori, senza o con manici , i....reparti interni dove le donne "scarvusciano" continuamente alla affannosa ricerca di qualcosa, ecc. ecc. Praticamente, dall'inizio alla fine del ciclo, tutto deve essere elaborato e calcolato nei minimi particolari anche per stabilire i costi di produzione oltre al fatto che deve riscuotere successo sul mercato. Per la verità, noi maschietti ci interessiano poco o niente di questo accessorio che non è un capriccio femminile ovvero un prodotto voluttuario ma fa parte integrante della personalità di una donna. Quando giriamo per i negozi con le nostre care compagne, qualche consiglio per le scarpe e per i vestiti da donna possiamo anche azzardarlo ma, per quanto riguarda le borse penso sia buio pesto per tutti, salvo farfugliare qualcosa sulla grandezza o per dire niente.. Dopo una prima panoramica sulle borse, dietro mia sollecitazione, Vallorino ha raccontato la sua vita prima di diventare imprenditore. Studente fino a quando gli fu possibile frequentare le scuole quindi agricoltore .indiretto e diretto nel suo modesto campo in riva al fiume Fino, anche per Vallorino arrivò il momento di lasciare il mondo della fanciullezza e della... miseria. Contava 22 anni quando, dopo aver legato anche lui la classica valigia di cartone, emigrò in Germania dove lavorò presso la fabbrica di automobili Opel quindi come barista fino a quando non aprì una gelateria e si mise a produrre lui stesso gelati. che vendeva anche direttamente lungo le strade- Evidentemente in Vallorino c'era già il desiderio di intrapprendere una attività per conto proprio. Infatti, dopo otto anni di soggiorno in Germania, Vallorino decise di tornare in quel di Catiglione allo scopo di mettere a frutto l'esperienza tedesca. Dopo aver iniziato l'attività con un socio che si interessava appunto di borse per donne, nel mese di febbraio 1979, nasce a Castiglione il Borsettificio Valfino. Naturalmente, faceva presente Vallorino, all'inizio non fu facile per tanti ed ovvi motivi a cominciare dal fatto che, oltre a produrle le borse, bisognava anche venderle cioè commercializzarle. Iniziare una attività pertanto, vuol dire rischiare cioè rispondere personalmente, dal principio alla fine di un prodotto, sperando che riscontri il favore del mercato. Praticamente, precisava Vallorino, per un imprenditore i problemi iniziano dalla creazione fino a quando il prodotto finito non viene acquistato dai clienti. Si vive in uno stato di ansietà continua in quanto, al di là di tanti altri problemi, trattasi di prodotti che devono rispondere a determinati requisiti ed essere rinnovati in continuazione. Un campionario quindi che di anno in anno se non di stagione in stagione, deve essere aggiornato proponendo sempre nuovi modelli. Modelli a volte anche "consigliati" dalle grandi firme con le quali bisogna fare i conti. Spesso un imprenditore deve., suo malgrado, accettare le offerte da parte dei committenti se vuole immettere nel mercato la merce che produce.. Praticamente, si sfogava Vallorino, non è cosi semplice come spesso viene percepito dal di fuori. A differenza dei politici poco attenti che rispondono relativamente del loro operato in quanto impegnano denaro pubblico, nel caso di un imprenditore ne va di mezzo la stessa impresa e con l'azienda anche la reputazione dell'imprenditore. Anni di lavoro e di sacrifici che potrebbero andare in fumo nel giro di poco tempo. Chiudere per fallimento una impresa, faceva anche presente Vallorino, oltre al disonore per un imprenditore onesto, vuol dire rovina economica per il resto della vita e disastrose conseguenze per le stesse maestranze. che rimangono disoccupate. Non è piacevole, specie nei paesi, trovarsi faccia faccia tutti i giorni con persone che si conoscono da una vita le quali hanno perso il lavoro anche se la causa non può essere addebitata all'imprenditore. Ciò significa anche che un imprenditore del posto farà di tutto per non chiudere l'attività come invece succede con pseudo-imprenditori sconosciuti provenienti da altre parti i quali, una volta esauriti eventuali finanziamenti governativi, spariscono lasciando nel lastrico glli stessi lavoratori. Una volta fuori dalla...cantina, Vallorino mi ha fatto notare che i pezzi accatastati in una angolo altro non erano che stampi con i quali si sezionavano le pelli prima di acquistare la macchina che era in azione all'interno. Senza rinnovarsi con attrezzature moderne, precisava Vallorino, si produce con costi superiori alle spese e ciò vuol dire chiusura delle attività senza scampo. Con la globalizzazione poi, tutto è diventato più difficile per via della concorrenza da parte di paesi dove i costi di produzione sono molto bassi. Purtroppo, le macchine costano e per ammortizzare la spesa sostenuta bisogna ...lavorare cioè produrre. e naturalmente vendere. Le consegne devono essere rispettate come deve essere garantita la qualità altrimenti i committenti si rivolgono ad altre imprese. Volenti o nolenti, mi faceva notare Vallorino, queste sono leggi ferree dell'impresa dalle quali non si può ovviare. Una volta risaliti nell'ufficio amministrativo, dove sono esposte anche le ultime borse prodotte dal Borsettificio Valfino,Vallorino ha continuato ad illustrarmi l'attività dell'azienda. Trent'anni di continui pensieri e di sacrifici; momenti di crisi che scoraggiavano ma anche successi che invece spronavano a proseguire. Le prestigiose borse del Borsettificio Valfino sono state esportate in oltre sedici paesi europei ed extraeuropei, mi informava con evidente soddisfazione Vallorino- Un successo che ha premiato la sfida, la serietà e l'attaccamento al lavoro dei due imprenditori castiglionesi Vallorino e Maria con l'apporto delle maestranze. Un altro motivo di orgoglio per Vallorino è che le borse del Borsettificio Valfino vengono richieste dalle grandi firme ovvero dai Moschino, dai Biagiotti, dai Coveri, dai Ferrè, ecc. Ciò vuol dire che le borse prodotte nel Borsettificio Valfino di Castiglione vengono esposte nelle vetrine di lusso ed ammirate da migliaia di donne. Accantonato il discorso sulle borse, ho chiesto a Vallorino cosa ha significato per l'economia castiglionese la presenza nel territorio di una impresa produttiva in attività da trent'anni. Per quanto modesta, mi precisava Vallorino, qualsiasi impresa produttiva apporta dei benefici economici nel territorio in cui opera. Presso il Borsettificio Valfino mi faceva presente Vallorino, nell'arco di trent'anni hanno operato la media di circa venti lavoratori. Ciò significa che una ventina di famiglie ha potuto contare sul salario di altrettanti familiari che hanno lavorato e lavorano nel Borsettificio Valfino. Per una persona come Vallorino che da giovane ha dovuto emigrare per trovare lavoro e fuggire dalla miseria, ciò significa il massimo delle soddisfazione come imprenditore. Un motivo di orgoglio pertanto, anche quello di aver contribuito, senza tanto... .schiamazzare, a dare un contributo alla economia castiglionese. Per la verità, il massimo della soddisfazione per Vallorino, è stato un attestato, in bella mostra su una parete, che i dipendenti e non enti pubblici e privati, hanno voluto dedicare per i trenta anni di attività del Borsettificio Valfino ai suoi fondatori. Un riconoscimento che non ha bisogno di commenti per quanto riguarda i rapporti di Vallorino e Maria con i loro collaboratori. Il colloquio con Vallorino è continuato con una panoramica sulla situazione attuale ovvero sulla crisi a livello mondiale che si è abbattuta sui consumi e di conseguenza, come una reazione a catena, sulla occupazione. Una crisi che ancora non si riesce a vedere la via d'uscita. Naturalmente parliamo anche della situazione locale sempre a livello occupazionale. Al riguardo, Vallorino mi faceva notare che, rispetto ai paesi vicini, nel territorio castiglionese si è sviluppata una classe imprenditoriale piuttosto nutrita. Imprenditori intraprendenti alcuni dei quali hanno anche realizzato grandi realtà industriali che, almeno fino a quando il mercato assorbe, danno lavoro a centinaia di uomini e donne. Che Castiglione abbia una marcia in più rispetto ai Comuni limitrofi, confermava Vallorino, lo dimostra la quantità dei veicoli industriali immatricolati,:oltre trecento rispetto ad una media di qualche centinaio negli altri singoli Comuni! Il discorso dei mezzi di trasporto ha inevitabilmente fatto riferimento anche allo stato disastroso per non dire vergognoso, in cui si trovano le strade dll'alta valle del Fino. Per una azienda, le spese di trasporto incidono non poco sui costi di produzione. Prima di lasciare l'azienda, non potevo non rendere omaggio all'altra protagonista del Borsettificio Valfino e cioè a Maria. Raggiunti moglie di Vallorino che aveva sposato prima di emigrare in Germania. Oltre che compagna della vita, Maria ha collaborato fianco a fianco con il marito dividendo con lui momenti migliori e quelli difficili.cioè da sempre ovvero, da quando Vallorino la scelse tra le sette sorelle Raggiunti. Dopo aver attraversato il laboratorio delle maestranze, eccola la signora Maria anche lei come tutti i collaboratori , dietro una macchina. Come è nella sua natura, la signora Maria mi ha salutato sfoderando il suo solito smagliante sorriso. Molto probabillmente lo stesso sorriso che...fulminò Vallorino una sera d'agosto durante la festa di San Donato oppure mentre andava in cerca di "miriculi" sulle fratte.... Le consegunze di quella ...fulminata si chiama Ilenia che a sua volta , complice il fornaro Paqualino , ha regalato due stupendi nipoti a Vallorino e Maria. Questa in breve, la storia del glorioso Borsettificio Valfino castiglionese di Maria Raggiunti e Vallorino Trailani. Due modesti nel senso non saccentoni ma indomiti imprenditori che si sono sacrificati, hanno lottato e dopo trenta anni di attività, sono ancora sulla breccia. Auguri per altri trenta anni, salvo proroghe per tanti altri anni di successi. Ottobre 2009 Ernesto Di Nicola
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| Ultimo aggiornamento ( Wednesday 14 October 2009 ) | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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