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In un caldo pomeriggio di fine agosto salgo , con la macchina fotografica , ai colli di Appignano viaggio a ritroso nella memoria , alla scoperta di traccie .. oggetti. Le case sono li’ , abbandonate silenziose , immobili , nel divenire del tempo , custodi di oggetti e memorie , pensieri umane sofferenze di gente transitate nel fluire delle stagioni. Una falciatrice e’ li’ …..corrosa dal silenzio e dall’abbandono , una corda sfibrata usata’ per un’ultima volta da rugose mani contadine come se aspettassero un improbabile ritorno . Su una porta una scritta con un nome , segno di un umano passaggio da lasciare ad altre memorie ad altri tempi , e poi una sedia ove tante volte qualcuno si sara’ seduto , e chi sa quanto tempo sara’ stato li’ con volubili pensieri , pensieri di un passato o di chi sa’ cosa . Eppure sembra che i pensieri , energie restino sospesi nella piccole stanzette come forze mai dissipate del tutto . In questa collina di Appignano e’ passata la vita di persone , in giorni e giorni a me sconosciuti , ma tanti oggetti sembrano avere una forza penetrante quasi un’anima intrisa di albe e tramonti , …… li guardo con rispetto , quasi timore e mi chiedo ma e’ possibile che tutto sia finito cosi? In questo silenzio ingombrante. Con la macchina fotografica a tracolla , continuo ad osservare la corda sfibrata , corrosa , ripensando alle mani rugose che l’avranno usata per l’ultima volta , si perche’ tutto ha una fine…tutto sembra essere passato e dissolto qui su’ , eppure un tempo bimbi adolescenti hanno riso pianto corso per strade di questa collina…. Vado via con una speranza , prima o poi ci sara’ un ritorno per questa poetica collina……. SALI SULLA COLLINA...
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